ANIMAli

 Foto Simone Cairoli

2002 - ANIMAli, bestiario dell’anima - Galleria Magenta52, Milano

"Nessun animale può essere snob."

 

Forme d’animali che ritraggono un bestiario dell’anima. Un riavvicinarsi all’uomo riconoscendo in lui umanità e animalità in modo ironico e divertito. Un’umanità, anzi, che dall’animalità nasce in forma rituale, come per gioco, ma senza irriverenze. Così, l’animale per eccellenza più vicino all’uomo, il maiale, il nimal (‘porcello’) dei dialetti italiani del Nord, ritrova la sua ricomposizione simbolica nei quarti e posteriori colorati, nel suo grugno brunito, nello scapolare chiazzato, in un puzzle che riunisce quei pezzi di cui l’uomo, per suo uso, nulla ha scartato. Ritrasformato così il nimal diviene ironicamente il Pigzzle, linguisticamente ricomposto in un’immagine che ha del sacro, in un’icona al cui cospetto ci si avvicina con riguardo, con quel rispetto che si prova verso qualcosa, o qualcuno, cui si è serenamente debitori, per la vita. All’acqua nasce l’animale pesce e, dall’acqua, il pesce fiorisce. Flowerfish, anemone-animale che allieta, che si riconosce prossimo e vicino al proprio animo. Una gallina alta come umano, 171 cm. Un meccano divertito che innesta, su di una debole ragione, estensioni e protesi robotiche a sostegno di una deambulazione incerta tra lo stare e la fuga; ‘Speroni d’acciaio’ che ci accarezzano per la loro umana sensibile incertezza. Pecore clonate in successione, una mucca che ci domanda: ‘Are you mad?’ e, su una parete, un’enorme tavola di schizzi, appunti, disegni preparatori, maquette..., in un furore d’invenzione ludico- linguistica che tiene insieme l’anima e l’animato, l’animalità e l’umanità dell’uomo.

 

Maurizio Giannangeli

Studio per BIGHEN/chickenro -

ceramika raku, imbuti, dadi, bulloni, rondelle, lamiera e tono

2003 - he and she - collezione privata

2007 - la gallina di Piero

2011 - piccione, Colombo viaggiatore - indumenti affettivi, ferro, spago per l’arrosto - cm 275 x 85 x 171

2012 - STRUZZO METROPOLITANO - ferro, piume, ceramica raku

Alexandre Kojève